Tutto quello che c’è da sapere sulle creme solari

Come ogni anno in questo periodo si inizia a discutere di protezioni solari, tra nuovi prodotti e vecchie conferme, anche se l’utilizzo di questi prodotti dovrebbe essere un’abitudine da assumere tutto l’anno, anche quando il cielo è coperto da nuvole, perché i raggi solari passano attraverso di esse. Proteggere bene la pelle quando esposta al sole è importantissimo per evitare danni anche gravi. I danni diretti, quelli di cui ci accorgiamo subito, possono essere eritemi, scottature, ustioni o arrossamenti, quelli indiretti, che si presentano dopo un po’ di tempo possono invece essere macchie solari, comparsa di rughe, invecchiamento precoce e anche forme di tumore quali il melanoma. L’abbronzatura non è altro che un sistema di difesa della pelle dai raggi solari che quando viene esposta al sole per difendersi produce melanina.

In questo articolo vedremo tutto quello che c’è da sapere sui slari e su come proteggersi.

Radiazioni solari – Raggi ultravioletti

Sulla terra arrivano vari tipi di radiazioni, come i raggi ultravioletti, gli UV che si differenziano in tre tipi in base alla lunghezza d’onda. Abbiamo gli UVC, UVB e UVA, molto diversi tra loro per intensità, quantità e nocività.

I raggi ultravioletti UVC: sono quelli che hanno un livello energetico molto elevato, ma vengono filtrati dall’ozono atmosferico che fa si che questi non riescano a raggiungere la superfice terreste. Hanno una lunghezza d’onda che va dai 100 ai 280 nanometri (nm).

I raggi ultravioletti UVB: sono i responsabili dall’abbronzatura perché stimolano la melanina, essi riescono ad arrivare all’epidermide, che è lo strato più superficiale della pelle. Sono anche i responsabili della comparsa dell’eritema solare e delle scottature. Hanno una lunghezza d’onda che va dai 280 ai 315 nanometri (nm).

I raggi ultravioletti UVA: pur avendo un’energia minore riescono a penetrare nella profondità della pelle, nel derma, stimolando la formazione di radicali liberi e possono arrivare a danneggiare il collagene e l’elastina. Costituiscono più del 90% dei raggi UV. Hanno una lunghezza d’onda che va dai 315 ai 400 nanometri (nm).

La qualità dell’irradiazione può variare in base alla stagione, all’ora del giorno, all’altitudine e alla latitudine. Per esempio in montagna sulla neve il riflesso dei raggi UV è maggiore e maggiore è anche l’esposizione sulla pelle.

I 6 Fototipi

Conoscere il proprio fototipo è importante perché non tutte le tipologie di pelle reagiscono allo stesso modo all’esposizione solare e i meccanismi riparativi sono differenti in ognuno di noi per motivi genetici, dove può esserci una maggiore o minore presenza di enzimi difensivi. Per questo si determinano i 6 fototipi.

I 6 fototipi vengono individuati dalla capacità di abbronzarsi, dalla presenza o meno di lentiggini, dal colore della pelle, degli occhi e dei capelli.

FOTOTIPO 1: soggetti con pelle molto chiara, che si scottano facilmente e si abbronzano quasi mai, posso avere capelli rossi o biondi, occhi chiari e presentano lentiggini.

FOTOTIPO 2: si abbronzano poco e si scottano facilmente. Hanno occhi, capelli e pelle chiara.

FOTOTIPO 3: si abbronzano in modo graduale e si scottano moderatamente. Hanno pelle media, occhi e capelli castani.

FOTOTIPO 4: si abbronzano bene e si scottano poco. Hanno occhi scuri, capelli castani o bruni.

FOTOTIPO 5: sono sempre abbronzati e si scottano raramente. Occhi scuri, capelli neri e carnagione olivastra.

FOTOTIPO 6: hanno una pelle molto pigmentata e si scottano molto raramente. Occhi e capelli scuri.

Creme Solari – Filtri Chimici e Filtri Fisici

In commercio esistono diversi prodotti con protezione solari e diverse tipologie di formulazioni, con filtri chimici, filtri fisici o con entrambi. I filtri che siano chimici o fisici, proteggono la pelle dal sole evitando di andare incontro a scottature ed eritemi o peggio a problemi degenerativi della pelle più gravi. I filtri chimici e i filtri fisici non si differenziano in base alla loro efficacia, ma in base al loro meccanismo di azione.

I FILTRI CHIMICI: sono sostanze di sintesi che assorbono le radiazioni UV in modo selettivo agendo sulle diverse lunghezze d’onda, scomponendo le radiazioni e rilasciando l’energia sotto forma di calore, questo aumenta la sensazione di calore che si prova sulla pelle quando vengono utilizzati durante l’esposizione.

I filtri chimici sono di facile lavorazione, sono economici e con essi si riesce ad avere un cosmetico facilmente spalmabile e più leggero, hanno però delle criticità in quanto possono dare irritazioni, sensibilizzazioni e fototossicità, inoltre sono fortemente inquinati per pesci, molluschi, alghe e coralli. Alcuni paesi come le Hawaii hanno vietato l’utilizzo di creme solari contenenti alcuni filtri chimici per preservare i coralli.

I filtri chimici come quelli fisici e come tutti gli ingredienti presenti nei cosmetici sono disciplinati dal regolamento cosmetico europeo 1223/2009 e in particolare nell’allegato VI vi sono elencati tutti i filtri UV autorizzati nei prodotti cosmetici e la loro concentrazione massima utilizzabile. Nonostante questo però recentemente alcuni filtri chimici sono sotto studio da parte delle autorità competenti in quanto sembrano possano causare danni al sistema endocrino.

Nel 2019 la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha condotto uno studio sulle protezioni solari. Questo studio è stato condotto su 24 persone che si sono spalmate creme, spray e lozioni solari sulla pelle quattro volte al giorno, per quattro giorni a settimana su tre quarti del corpo, in stato controllato, lontano dal mare, sabbia, sudore e docce che possono andare a rimuove parte delle protezioni solari. Quello che è emerso da questo studio è che quattro sostanze chimiche presenti nei filtri, che sono Avobenzone, Oxybenzone, Octocrylene e Ecamsule sono state rilevate nel sangue dei soggetti volontari in quantità superiori a quello che si immaginava. Ad oggi questo non è stato dichiarato come un rischio per la salute, anche se in merito si stanno facendo altri studi per approfondire.

I FILTRI FISICI: detti anche organici, sono filtri schermanti cioè schermano le radiazioni UV. Sono formati da piccole particelle minerali che sono in grado di riflettere i raggi solari e per questo non raggiungono la cute. Non trattengono calore, non interagiscono e non vengono danneggiati e alterati dalle radiazioni solari. Spesso sono filtri solari naturali e hanno un potere allergizzante minore rispetto ai filtri chimici. I più utilizzati sono l’Ossido di Zinco (Zinc Oxide) e il Biossido di Zinco (Titanium Dioxide).

Il “difetto” dei filtri fisici sta nella difficoltà di incorporarli nelle creme, il che li rende difficilmente spalmabili e lasciano sulla pelle una patina bianca, il tanto odiato “effetto fantasmino”. Nel tempo però le formulazioni sono state talmente tanto migliorate che questo “difetto” si è attenuato notevolmente, per questo i formulatori hanno lavorato sulla dimensione delle particelle e sul loro rivestimento.

Sulle dimensioni si è lavorato sui filtri fisici in forma nano. I nanomateriali sono componenti con dimensioni molto piccole fra 1 e 100 miliardesimi di metro. Su queste piccolissime particelle, però ci sono studi in corso sulla loro pericolosità in quanto essendo così piccole possono penetrare all’interno di tessuti e organi. Per legge nelle etichette dei solari deve essere specificato se sono state utilizzati filtri fisici in forma nano, dove invece non è segnalato significa che sono stati utilizzati filtri di dimensioni superiori ai 100 miliardesimi di metro.

Sul loro rivestimento invece si è studiato per come microincapsulare le particelle di minerali in acidi grassi. I filtri vengono rivestiti con una patina di acidi grassi che li rende fotostabili e non si ha così, quasi del tutto, la patina bianca, migliorandone notevolmente la spalmabilità.

Creme solari – L’SPF

L’SPF, Sun Protection Factor è il fattore di protezione solare, è una misura del grado di protezione solare che il prodotto fornisce contro i raggi ultravioletti B gli UVB. Viene espresso con un valore numerico, più è alto il numero, maggiore è la protezione e viene determinato con appositi test fisici e biologici che si avvalgono di prove in vitro o in vivo. I prodotti solari devono obbligatoriamente contenere anche filtri capaci di proteggere la pelle dai raggi ultravioletti di tipo A (UVA), anche questi vengono valutati e quantificati con prove in vitro e in vivo. Tutte le creme solari devono garantire una protezione di raggi UVA uguale o superiore a 1/3 della protezione contro i raggi UVB. Inoltre sulle confezioni dei solari deve esserci la scritta UVA dentro un cerchio a garanzia che il prodotto protegga anche da questi raggi.

Per legge l’SPF deve avere un valore che va da 6 a 50+ così suddiviso:

  • SPF 6-10  protezione solare bassa
  • SPF 1520 o 25 protezione solare media
  • SPF 30-50 protezione solare alta
  • SPF ≥ 50+ protezione molto alta

Non esiste una protezione totale ai raggi solari, ma al massimo si arriva ad una protezione del 98%.

  • SPF 6 da una protezione dell’83%
  • SPF 30 da una protezione del 97%
  • SPF 50 da una protezione del 98%

Indicazioni di utilizzo

Per evitare che l’esposizione al sole diventi una brutta esperienza e scongiurare scottature ed eritemi oltre a scegliere un buon prodotto è importante seguire le corrette indicazioni di utilizzo del solare. Spesso si tende a mettere una quantità di prodotto solare insufficiente per una adeguata protezione. Bisogna sempre abbondare con l’applicazione del prodotto. Per esempio una persona di corporatura media, alta tra il metro e sessanta e il metro e settanta, ha una superfice di pelle di circa 1,5 metri quadrati e deve applicare 30 grammi di prodotto solare. Oltre ad applicare in modo uniforme la giusta quantità di prodotto solare questo va riapplicato ogni due ore e dopo ogni bagno anche se si sta utilizzando un cosmetico resistente all’acqua. Buona abitudine è sicuramente quella di non stare al sole nelle ore centrali della giornata 11-16, di esporsi gradualmente per abituare la pelle evitando di scioccarla il più possibile e non utilizzare il solare dello scorso anno dove sicuramente i filtri avranno perso di efficacia.

La mia scelta

Negli anni ho utilizzato solari con filtri chimici, con filtri fisici e prodotti che li contenevano entrambi. Ad oggi la mia preferenza va ai filtri fisici per vari motivi. Sicuramente il fatto che alcuni filtri chimici siano sotto esame per ulteriori studi sulla loro pericolosità è un aspetto che non me li fa preferire. Inoltre i filtri fisici hanno un minore impatto ambientale, sono maggiormente fotostabili ed hanno un migliore profilo tossicologico.

Fonti

Oltre a diversi colloqui che ho avuto negli anni con dermatologi, ho letto di pelle e sole in vari libri, 3 di questi sono:

  • Un’amica per la pelle di Pucci Romano che seguo anche sul suo profilo Instagram dove trovate salvata un’interessante diretta sulle protezioni solari
  • Cambio Pelle di Riccarda Serri e Fabrizio Duranti.

Link sullo studio sulle protezioni solari di Food and Drug Administration (FDA) QUI

Quali sono le vostre preferenze in fatto di solari?

Spero che questo mio articolo vi sia utile e vi incuriosisca tanto da spingervi ad informarvi sulle protezioni solari, per qualsiasi domanda scrivetemi!

  • Mi trovate anche su instagram dove tutti i giorni parlo di cosmetici e un po’ vi porto nella mia quotidianità.
  • QUI trovate la pagina con alcuni CODICI SCONTI a noi riservati su vari shop di cosmetica e non.

A presto!

Serena

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